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L’Antica Mola: un po’ di storia

Epoca remota

Questo luogo è stato chiamato la Mola di Pèntima. Era abitato dalla stirpe pre-romana degli Equi, che nelle vicinanze avevano fondato le città di Empulum, Saxula e Trebula Suffenas.

La costruzione originara dell’attuale “Antica Mola” fu opera di questi primi abitatori, che la realizzarono, come mulino, a servizio di queste comunità.

Periodo romano

Intorno al 370 a.C. i Romani, conquistarono le tre città degli Equi, alleate della vicina e potente Tibur e rivale di Roma. Vennero edificate in questa valle numerose ville. Le terre passarono nel 120 d.C. alla nobile famiglia Anicia.

Il proprietario, pur essendo un valoroso condottiero romano, una volta convertitosi al cristianesimo, con il nome di Eustachio (divenuto poi S. Eustachio), fu martirizzato, insieme alla sua famiglia, al Colosseo. I suoi beni furono confiscati dall’imperatore.

VI secolo

L’allora Mola delle Pèntome (cioè delle cinque case) faceva parte della Massa Apollonio, dal nome del proprietario.

S. Silvia, madre di Papa S. Gregorio Magno, nell’anno 594 donò, la Massam Apollonii al Monastero di S. Benedetto di Subiaco. La donazione segna l’inizio della continua e cruenta disputa tra il Monastero benedettino e la potente città di Tivoli.

Medioevo

Più volte i Tiburtini si impadronirono della Massa e del Castello Apollonaio, fino alla completa distruzione alla fine del 1297-1300.

Gli abitanti superstiti si ritirarono nel vicino Castel Sancti Angeli, della famiglia Orsini. La nostra Mola continuò ad essere utilizzata, per le moliture, dagli abitanti dei vicini borghi e castelli.

Rinascimento

Nel 1500, l’originario nome di Mola di Pèntima, viene cambiato in Mola di Empiglione. Ormai le sorti della Mola, sono legate alle vicende di Castel Sant’Angelo che in onore di Madama Margarita d’Austria, figlia dell’imperatore Carlo V, prenderà il nome di Castel Madama.

Nel 1600

I Pallavicini di Parma, subentrano nel possesso del feudo, fanno costruire un nuovo molino ad olio, oggi scomparso.

All’epoca la nostra Mola veniva già indicata nelle carte come “la molaccia” od anche “casaccia vecchia” e quindi ormai, dopo secoli, non più in uso.

Oggi

Oggi il casale, dopo secoli, è stato finalmente strappato ai rovi ed all’incuria e restituito all’antico e meritato splendore, nel rispetto più assoluto dei materiali usati, la gran parte di recupero, e dell’ambiente circostante. Il restauro e l’attenta ristrutturazione, eseguita con tecniche e procedure tradizionali, ha preservato e fatto rivivere il calore di altri tempi, il gusto per la vita di campagna e l’atmosfera autentica di una vera casa, dove ogni angolo continua a vivere di vite vissute. Una magica atmosfera d’altri tempi.

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